Comunità Terapeutica Psichiatrica

Ca' d'Andrea

Via Nido del Corvo, 27

61028 Sassocorvaro (Pesaro e Urbino)

Tel e Fax: 072276498

informazioni@cadandrea.org

 

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Eventi

RAPPORTI CON IL SERVIZIO PSICHIATRICO INVIANTE 

v E' indispensabile la massima collaborazione tra l'èquipe della Comunità, lo psichiatra curante e l'Assistente Sociale del servizio psichiatrico inviante.

v    L'eventuale terapia farmacologica verrà gradualmente diminuita, se ciò è possibile, dopo accordi tra lo psichiatra della struttura e lo psichiatra del servizio inviante.

v    Sono necessari contatti telefonici tra la Comunità e l'Assistente Sociale, la frequenza dei quali sarà valutata in base alle necessità di ogni singolo caso ed alle problematiche che eventualmente si verranno a creare.

v    E' gradita una prima visita dei rappresentanti del servizio inviante entro tre mesi dall'ingresso del paziente. Le visite si accorderanno strada facendo tra la Comunità e l'Assistente Sociale.

v    La Comunità invierà all Servizio di competenza una relazione trimestrale (o se necessario più frequentemente) sull'andamento del percorso terapeutico-riabilitativo del paziente.

v    Se il tipo di patologia lo permette, dopo un primo periodo di osservazione, si valuterà sempre con le dovute riserve, il periodo di permanenza necessario.

La Comunità cercherà di venire incontro, sempre nei limiti e nel rispetto del Regolamento Interno, ad eventuali indicazioni del medico del servizio inviante e dell'Assistente Sociale che siano utili alla risoluzione delle problematiche del paziente.

 

RAPPORTI CON LA FAMIGLIA

v    Se la Comunità ritiene, sulla base delle indicazioni ricavate dall’osservazione delle dinamiche che intercorrono tra il paziente ed i familiari, che i rapporti tra l'ospite e la famiglia di origine possano essere mantenuti, essi verranno regolamentati.

v    Per il primo mese di permanenza, le figure parentali o di riferimento non potranno avere alcun contatto con il paziente, neanche telefonico. Esse possono però contattare il personale della Comunità e ricevere notizie dei propri cari.

v    Dal secondo mese i genitori o chi per loro possono parlare al telefono con l'ospite una volta a settimana nel giorno stabilito. Le telefonate potrebbero essere sospese a discrezione dell’èquipe qualora dovessero rivelarsi controproducenti per l'ospite.

v    Sempre dal secondo mese, se ciò non è nocivo per il paziente, si concordano le visite della famiglia in Comunità che non potranno essere più frequenti di una volta ogni due settimane.

v    A distanza di sei mesi, se ciò è ritenuto possibile dalla Comunità e dall'Assistente Sociale del servizio inviante, si potrà fare una prima prova di rientro a casa del paziente.

v    Il primo rientro sarà sempre di un solo giorno ed il paziente sarà accompagnato ed affiancato per tutta la giornata dall'operatore di riferimento.

v    La famiglia dovrà impegnarsi, nei limiti delle proprie possibilità, ad inviare al paziente una cifra mensile per le sue spese personali, finché il ragazzo non sarà in grado di svolgere attività lavorativa che gli permetta di essere economicamente indipendente.

v    La famiglia dovrà essere disponibile, se ciò sarà ritenuto necessario e fattibile, ad avere colloqui periodici con la psicologa della Comunità o ad intraprendere una terapia familiare.

La famiglia dovrà  rispettare scrupolosamente le regole della struttura e le indicazioni dell’èquipe.